iDyssey

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Descrizione

Fotolibro. Con 52 tavole a colori, stampate fronte e retro e applicate a mano, una mappa ripiegata plastificata posta in tasca alla prima pagina (“Travel Route Map”, cm 34×49) e una polaroid originale firmata a pennarello  in tasca all’ultima pagina (cm 13×11,5). Uno scritto dell’Artista ed uno di Laura Serani in inglese. 8vo (cm 28×20). pp. 52. Perfetto (Mint). Prima ed. di 500 es. numerati. I ed. of 500 copies. Le tappe del viaggio di Stefano De Luigi sono a cavallo tra il passato mitico dell’Odissea e il presente tecnologico, tra i canoni della fotografia analogica e l’immediatezza dello smartphone. iDyssey, il progetto che per due mesi ha portato il fotografo – vincitore di quattro World Press Photo – sulle tracce di Ulisse è l’esplorazione dell’eredità tramandata oralmente dell’Odissea tramite un nuovo linguaggio fotografico: quello dell’iPhone. De Luigi, per ripercorrere le 12 tappe da Troia a Itaca, ne aveva due. Circa l’utilizzo del telefono De Luigi ha dichiarato: “All’inizio ho provato una sensazione di vertigine, era la prima volta che partivo senza macchine fotografiche. Da un certo punto di vista mi ha permesso di lavorare confondendomi e fondendomi con il paesaggio e con i luoghi. Ero invisibile, non ero riconoscibile immediatamente come fotografo. Una sensazione che mi ha riportato agli anni in cui lavoravo con la Leica, ti sentivi un turista. E lo stesso vale oggi per l’iPhone, ce l’hanno tutti e quando sono in giro per il mondo scattano”. Per quanto riguarda i temi invece il fotografo ha detto in un’intervista a Rainews: “Le tappe erano quelle dell’Odissea ma ho voluto raccontare anche il presente di quei luoghi: andare alla ricerca delle tracce del passato ma anche documentare cosa esiste oggi. Alexandropolis, ad esempio, è uno degli snodi dei migranti che dalla Turchia entrano in Grecia, da lì prendono il treno per Atene. In un certo senso si può dire che siano loro il nuovo Ulisse anche se non partono per la curiosità ma sono costretti a farlo per necessità. In Tunisia, invece, ho attraversato la cosiddetta Primavera di quel Paese, nelle navi del Canale di Messina ho trovato la reincarnazione dei grandi mostri marini, Scilla e Cariddi”. 

Informazioni aggiuntive

Peso 750 kg

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