Casa Zero Energy


 
 
 
 
 
 
 
Le nostre case innovative si basano principalmente su due concetti principali: ridurre a minimo il consumo energetico e creare in autonomia l’energia mancante.
Non sempre il termine viene utilizzato in maniera corretta, perché si considerano casa passiva e “casa energy zero” dei sinonimi.
La casa passiva adopera impianti che sostituiscono le apparecchiature che normalmente vengono installate nella maggior parte delle abitazioni mentre la casa zero energy oltre a sostituire gli impianti vecchi con quelli tecnologicamente avanzati, rende la casa autosufficiente a livello di energia .
Esistono molti modi per fare una casa “energicamante autosufficiente” e la gente ormai comincia a rendersi conto che progettare una casa eco non è più costosa di una casa tradizionale ; pensateci anche voi..vivrete meglio!

"Aria" di trasloclo?


 
 
 
 
 
 
 
 
Al solo suono di questa parola ci provoca subito stress e ansia. Non si è ancora dotati di teletrasporto e non è possibile schioccare le dita e trasferire magicamente tutto da una residenza all’altra. Prima cosa: mettere il cuore e fegato in pace ,in quanto non serve nulla caricarsi di nervosismo e ansia ancora prima di iniziare, dunque abbiate calma e fermezza.
E’ importante valutare, a priori con attenzione, tutti gli aspetti di un trasloco per avere la consapevolezza e  la lucidità di affrontarlo.
La prima decisione da prendere è se provare a contare sulle proprie forze e di qualche nostro magnanimo amico, oppure se è meglio avvalersi dell’alternativa, economicamente permettendo, di una ditta per traslochi.
Per  l’imballaggio è sufficiente  avvalersi di scatoloni, carta di giornale in quanto è ottima per qualsiasi tipo di oggetto  anche per i più fragili e di  ceste in grandi quantità; non dimentichiamoci che la prima cosa di cui bisogna, personalmente, avvalersi è l’organizzazione delle cose e dei tempi, senza ridursi all’ultimo per preparare tutto.
Per esempio, il guardaroba che non stiamo usando, può essere imballato diverso tempo prima del trasloco, magari riponendo gli scatoloni nel garage perché non diano fastidio a lungo in casa.
Altra vista che potete avere per il bene della vostra schiena e del vostro umore, è distribuire il peso nella maniera più equa possibile, scrivendo su ogni pacco cosa contiene in modo da facilitare la fase in cui sistemerete tutto nella nostra nuova casa.

Tempura


 
 
 
 
 
Il tempura è un piatto tipico della cucina giapponese che consiste in verdure e pesce (generalmente code di gambero e calamari) avvolti in una croccante e leggera pastella.
Per preparare la tempura iniziate a lavare bene le zucchine, eliminate le estremità, tagliatele a metà per il lungo e ottenete delle listarelle utilizzando solo la parte verde della zucchina. Pelate la carota, tagliatela a metà e poi a fettine per il lungo, tagliate queste fettine a metà per ottenere dei bastoncini un po’ appiattiti. Pulite gli champignons e tagliateli a fettine spesse circa 3 mm, cercando di mantenerne la forma.
Private i gamberi della testa, delle zampette e dei carapaci, lasciando però l’estemità con la coda. Eliminate con uno stuzzicadenti il filetto nero (intestino) e asciugateli bene. Iniziate a preparare la pastella in un contenitore di metallo immerso in una ciotola più grande contenente del ghiaccio (di questo modo la pastella si manterrà sempre ben fredda), sbattete bene il tuorlo e incorporate l’acqua gassata gelata, setacciate infine la farina e mescolate non troppo a lungo (non importa se si formano dei piccoli grumi di farina); l’impasto non deve risultare colloso. Scaldate dell’olio di semi in un wok e portatelo a 180°C di temperatura, immergete le verdure e i gamberi nella pastella con l’aiuto di una pinza e friggete dorando bene ogni lato (la pastella fritta non deve eccessivamente scurirsi). Quando le verdure saranno ben croccanti toglietele dall’olio e ponetele su carta assorbente da cucina per eliminare l’olio in eccesso. Servite la tempura ben calda accompagnandola con la salsina apposita o con la salsa di soia.

Animali abbandonati due volte


 
 
 
 
 
 
E’ un fenomeno di cui si parla poco ma purtroppo è sempre più diffuso questo brutto atteggiamento delle persone che pensano solo in maniera egoistica, che prendono in adozione un animale e poi lo riportano al canile.
E’ come se li abbandonassero una seconda volta.
Una percentuale approssimativa di questo fenomeno si aggira intorno al 10%, ma il numero aumenta sempre di più prima delle vacanze estive.
C’è chi dice che è portato a fare una scelta del genere dando le colpe comportamentali all’animale, ma l’errore è a monte, proprio nel momento in cui si decide di adottare l’animale.
Quando si decide di adottare bisogna farlo con razionalità, cercando di non farsi condizionare dall’emotività. Bisognerà pensare che è come un figlio o una nuova persona arrivata in casa, con le stesse esigenze di un essere umano, volergli veramente bene e pensare che influenzerà i giorni a venire per molti anni.
Dall’altra parte, però, il canile, tramite personale con idonea formazione, dovrebbe occuparsi di sistemare i cani in base alle loro caratteristiche comportamentali, rieducarli quando necessario e indirizzare chi si vuole prendere cura di un amico di zampa verso il compagno più adatto. Figure professionali come istruttori cinofili e rieducatori comportamentali non sono, tuttavia, ancora presenti a titolo fisso in realtà di tale tipo.
In tutto questo c’è comunque un dato positivo, ovvero che nel nostro Paese, sono sempre più in crescita le figure professionali che si occupano dei nostri amici a quattro zampe, come il veterinario e spesso sono molti i volontari che per amore degli animali dedicano il loro tempo libero ad accudirli, educarli e cercargli una sistemazione sicura.
Di recente, poi, per sensibilizzare il fenomeno, è nata una collaborazione tra la Lega nazionale per la difesa del cane e Nintendo Italia, casa di produzione di videogiochi, in cui i giocatori devono prendersi cura di un cucciolo di cane o gatto a 360° come se fosse reale.
E’ solo un gioco, ma è un ottimo metodo educativo per tenere l’attenzione su questo fenomeno, purtroppo, sottovalutato.
 

Le piante che purificano l'aria nella tua casa

La presenza del verde migliora l’ambiente domestico, ma alcuni esemplari riescono anche a ripulire l’aria interna da eventuali sostanze nocive. L’inquinamento indoor si manifesta in abitazioni e uffici soprattutto quando sono presenti materiali che nel tempo rilasciano sostanze tossiche, ma anche prodotti di uso comune come detersivi, colle, inchiostri, che contengono composti chimici, possono essere potenzialmente più pericolosi.
Si sono indiviaduate alcune tipologie di piante che aiutano a migliorare l’aria nell’ambiente e combattere le sostanze nocive , ma affinchè svolgano al meglio la loro funzione benefica, è è essenziale assicurare un’adeguata cura , dalla corretta inaffiatura alla concimazione periodica  senza dimenticare l’elemento fondamentale per la loro soppravivenza che è la luce.
Le sostanze inquinanti nell’ambiente possono causare mal di gola, mal di testa , irritabilità, asma e  a riprova dell’ esistenza di un inquinamento indoor, la maggior parte di tali svanisce grazie a queste piante che aiutano la depurazione dell’aria.
Si è riscontrato che chi soggiorna per più dell’80% del tempo totale giornaliero in ambienti chiusi, domestici o di lavoro può incorrere alla”sindrome da edificio malsano”.
Le piante hanno anche un effetto benefico sull’umore e di conseguenza sul benessere psicofisico; le piante emettono vapore acqueo e d’inverno quando il livello di seccheza dell’aria è più alto a causa del riscaldamento, è necessario aumentare il grado di umidità degli ambienti per contrastare l’insorgere di malattie da raffreddamento.
Le sostanze nocive sono:
Formaldeide:  presente in collanti e conservanti per il legno, detersivi, vernici, cosmetici, tessuti artificiali, compensato, rivestimenti di pavimenti e fumo di sigaretta. Può essere causa di allergie, stanchezza, ansia, emicranie, nausea e sonnolenza, provocando irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie. Tra le piante d’appartamento le più indicate per contrastare la formaldeide sono chemaedorea, clorofito, dracena, felce, ficus benjamina, filodendro, sanseveria e scindapsus.
Voc: sigla che indica “composti organici volatili”, presenti negli ambienti sotto forma di vapore, com benzene, xilene,toluene, tricoloetilene. Si trovano in alcuni prodotti per la pulizia, vernici, solventi, cere sintetiche, deodoranti, imbottiture, tappezzerie, cottura di carne su fiamma viva. Gli effetti sono vari, dalla cefalea a una semplice irritazione, ma spesso possono essere causa di patologie ben più gravi. Le piante che aiutano a contrastare “i composti organici Volatili” sono anglaonema, aloe, areca palmata, banano nano, edera, gerbera, spatifillo e syngonium.
Svoc: sono i “composti organici semivolatili”, gas incolori e inodori come monossido di carbonio, anidride carbonica, ozono, biossido di azoto, e biossido di zolfo. Vengono generati soprattutto da conservanti per il legno, stufe non ventilate e prodotti della combustione in genere. Possono causare mal di testa, nausea, vertigini, irritazine alla mucose. Le piante più utili ad allontanare i “composti organici semivolatili” sono beaucarnea, clorofito, ficus elastica, gerbera, giglio, peperomia, sanseveria e scindapsus.

Un quadro o un giardino?

Che le piante e i fiori siano ornamentali è una certezza, ma avete mai pensato che la vegetazione possa essere una parete o un quadro?
prato
Ecco una nuova tendenza: erbetta, praticelli e piccole foglie in verticale, all’interno di una cornice.
Una chicca assolutamente eccezionale per il vostro salotto…e magari un giorno riusciremo anche a crearli in fai da tè …

Banana bread

Ricetta del giorno: una colazione diversa..
Ingredienti:

  • 450 gr di polpa di banabe
  • 3 gr di bicarbonato
  • mezzo cucchiaino di cannella
  • 200 gr di farina
  • 6 gr di lievito chimico
  • succo di un limone
  • sale
  • 2 uova
  • 120 gr di zucchero

Preparazione:
Schiaccia con una forchetta la polpa di 3 o 4 banane molto mature e irrorale con qualche goccia di succo di limone perchè non anneriscano. In una ciotola metti il burro morbido e lo zucchero e monta fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungi poi le due uova, mescola bene gli ingredienti e aggiungi il pizzico di sale.
Incorpora le banane schiacciate e amalgama il tutto.
Infine setaccia la farina, il lievito per dolci e il bicarbonato e aggiungili al composto, sempre mescolando. Insaporisci con mezzo cucchiaino di cannella in polvere.
Imburra e infarina uno stampo da plumcake delle dimensioni di circa 24x12x7 e versa l’impasto (il cui volume non dovrà superare i 2/3 dello stampo); inforna quindi a 180°C per circa 60 minuti, per verificare la cottura del banana bread fate la prova dello stecchino, che dovrà risultare asciutto. Servi il banana bread a fette freddo o leggermente riscaldato al forno o con il tostapane.

Il cambio di residenza

Il cambio di casa non è sempre e solo rose e fiori, ma porta spesso delle piccole problematiche a livello burocratico, da aggiungere al trasferimento vero e proprio e alle fatiche che comporta.
A volte ritardi e disguidi non aiutano ma programmare un po’ le attività agevola tutta l’operazione.
carte_documenti
Per prima cosa è necessario comunicare all’Amministrazione comunale il nuovo indirizzo di residenza.
Se a trasferirsi è tutta la famiglia, la comunicazione può essere effettuata da un componente del nucleo familiare, purché maggiorenne  e munito di un documento d’identità valido. Per ciascun componente del nucleo, dovranno essere indicati i dati anagrafici, gli  estremi della patente di guida, il numero di targa o di telaio degli automezzi di proprietà, recandosi all’Ufficio Anagrafe del comune in cui sarà stabilita la residenza.
Questa operazione comporta una serie di variazioni automatiche. Infatti la residenza sarà aggiornata sulla patente e sul libretto di circolazione, con dei  talloncini adesivi con il nuovo indirizzo che arriveranno per posta.
Non essendo un dato necessario all’identificazione, il rinnovo sulla carta d’identica avverrà alla scadenza del documento.
Verranno aggiornate automaticamente anche le liste elettorali a cui si è iscritti.
Contestualmente alla comunicazione di cambio di residenza bisognerà effettuare una denuncia, per la tassa sui rifiuti solidi urbani, di cessazione di abitazione dei locali liberati e di occupazione della nuova abitazione. In questo serviranno il proprio codice fiscale,  i dati catastali, la superficie calpestabile e la destinazione d’uso dell’immobile.
Occorrerà dare notizia delle modifiche anche ai fornitori delle varie utenze (elettricità, telefono, acqua, gas, abbonamento tv).
Nulla di complesso dunque se organizzato per tempo. Agendina alla mano, numeri di telefono e via.

Il tocco della tenda a vetro

Poco spazio per raccogliere le tende? Niente panico interviene la tenda a vetro!
Le tende a vetro sono in tessuto o in altri materiali rigidi; ciò che cambia è la funzionalità, una è più oscurante e di semplice manuntenzione, l’altra è migliore per ambienti molto caldi.
tende a vetro
Queste tende possono essere acquistate o realizzate in casa in quanto il montaggio non richiede particolari conoscenze tecniche specifiche. Un giro in rete o dal tappezziere  ci può dare già far trovare le indicazioni necessarie.
Ne esistono di diversi tipi e questo permette di trovare quella che meglio si adatta al design di casa.
A rullo, a stuoia, plissettate, a pacchetto, a pannelli, a aveneziana, alla francese usate quella che può offrire quel tocco in più e variate.
Buon rinnovo!
 

E dopo i pranzi pasquali…

Dopo la scorpacciata di Pasqua e le uova di cioccolato il monte di piatti da lavare.
E’ sempre in questi momenti che ci si accorge che il lavello non è in perfetta forma e si vorrebbe trovare un modo per rimetterlo in sesto e dargli un aspetto nuovo.
Lavello
Il post festeggiamenti è sempre un ottima occasione, perché come si dice “finché sei in ballo….”
Ecco dunque due tecniche veloci per due tipi di lavello diversi:

  • lavello in acciaio inox:  lava il lavello con acqua tiepida e asciugalo accuratamente con una panno pulito.  Inumidisci un altro panno con dell’aceto bianco e passa tutta la superficie. Non bagnare troppo il panno in modo da evitare scolature. Ad operazione terminata asciuga il lavabo con un panno bianco e asciutto. Tutto tornerà a splendere!
  • lavello in fragranite: dopo aver lavato il lavello con acqua tiepida e una spugna morbida, riempilo con acqua tiepida e un tappo e mezzo di detersivo per lavastoviglie. Lascia agire per 20 minuti e poi svuota il lavabo. Le eventuali macchie gialle dovrebbero sparire e tutto avrà un aspetto più pulito.

Lo facciamo?